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Violenza domestica

In Spagna, la Legge Quadro 1/2004 relativa alla Misure di Protezione Integrale contro la Violenza di Genere, da un lato, si estende alle vittime particolarmente vulnerabili, che convivono con l’autore, dall’altro, contempla esclusivamente la violenza dell’uomo sulla donna nell’ambito della coppia, sia o meno particolarmente vulnerabile, rifiutando la violenza nei confronti di omosessuali, di entrambi i sessi e in generale contro gli uomini. Questo complesso ambito di applicazione ripercuote la complessità di delinearne una terminologia.

CASO REALe

"Sono una donna di 32 anni, libero professionista, e non tollero più i maltrattamenti che ricevo dal mio compagno, col quale convivo da 3 anni. La casa è sua e io vivo con lui. Mi tratta come se fossi stupida, mi insulta, addirittura è arrivato a lanciarmi un accendino causandomi un occhio nero, mi ha dato un schiaffo in un’altra occasione e mi ha gettato a terra con un colpo. Io mi sono difesa. Una volta, durante una discussione in cucina, mi buttò a terra, ridendo afferrò un grande coltello e mi minacciò (dopo mi disse che stava scherzando).

Non ce la faccio più, ho provato a lasciarlo, ma mi impedisce di farlo. Ogni volta che faccio la valigia, me la tira all’ingresso e lancia tutta la mia roba per terra, perché non me vada. Devo denunciarlo? Grazie.

La violenza domestica o violenza familiare, comprende tutti quegli atti violenti, dall’uso della forza fisica fino al bullismo, molestia e intimidazione, che si perpetrano all’interno di una casa e il cui autore è un membro della famiglia nei confronti di uno o altri membri. Abitualmente, tale tipo di violenza non si verifica in forma isolata, ma è reiterata nel tempo. Le sue principali vittime sono: mogli, bambini e/o persone a carico. Domus in latino aveva un’ampia accezione, non solo comprendeva la casa, ma anche la patria e la famiglia.

La violenza domestica pertanto, è quella che ha luogo all’interno dell’ambiente familiare, non solo tra le pareti di casa.

Inoltre, anche Il termine famiglia deve essere inteso in senso ampio. In genere si ritiene che la violenza domestica avviene tra gli adulti della stessa età o ascendenti o discendenti. La violenza perpetrata nei confronti dei bambini è definita abuso sui minori. Questa violenza può essere esercitata da una persona nei confronti del coniuge o dei figli, da un figlio/a verso i genitori (spesso associato con l'abuso di sostanze stupefacenti o di genitori anziani). Ugualmente può definirsi quella esistente tra le coppie omosessuali (tra due uomini o due donne), ecc.

I termini, violenza familiare o di violenza domestica, con una significativa presenza in Sud America, vengono utilizzati dal 1988 e 1993, rispettivamente, a causa dell'emergere della violenza familiare, inoltre le leggi che puniscono la violenza contro le donne, generalmente richiedono quale requisito, che la vittima sia la moglie o ilche intercorra col soggetto attivo un rapporto affetto analogo.

Tuttavia, questo concetto viene talvolta confuso con altri, sul piano semantico. Il concetto è stato qualificato in forma estensiva come violenza di genere dal 1993. L’ espressione violenza di genere è la traduzione inglese di violenza fondata sul genere o della violenza di genere, diffusa a seguito del Congresso sulle Donne tenutasi a Pechino nel 1995 sotto l'egida delle Nazioni Unite.

In inglese è documentato sin dall'antichità un uso traslativo di genere come sinonimo di sesso, [1] indubbiamente nato dagli sforzi puritani al fine di evitare l’impiego di questo termine. Con l’evolversi degli studi femministi, negli anni Sessanta del XX secolo, iniziò ad essere usato nel mondo anglosassone, il termine genere per indicare "il sesso di un essere umano" dal punto di vista specifico delle differenze sociali e culturali, a differenza di quelle biologiche, tra uomini e donne.[2]Tuttavia, in spagnolo le parole sono di genere (e non di sesso), mentre gli esseri viventi hanno il sesso (non il genere). In spagnolo non esiste una tradizione di utilizzare il genere parola come sinonimo di sesso. Così, mentre con la voce sesso, si designa una categoria meramente organica, biologica, con il termine "genere" si allude ad una categoria socioculturali che coinvolgono le disuguaglianze sociali, economiche, politiche, sindacali, ecc. Lungo questa linea si parla di studi di genere, discriminazione sessuale, violenza di genere, ecc. E su questa base, si arriva a volte ad estendere l'uso della nozione di genere fino all’ equivalente di sesso. [3] In aggiunta violenza di coppia , usata a aprtire dal 2001, è un concetto che mantiene l'esclusività nell’ambito coniugale. [4] Allo stesso modo si è giunti ad utilizzare il termine violenza sulle donne. Tuttavia, il termine violenza domestica, comprende i diversi e possibili abitanti della casa e non solo le donne, come soggetto passivo nei confronti del marito inteso quale soggetto attivo, ma hanno avuto il vantaggio di riferirsi, tra l'altro, alle condizioni e alle conseguenze che questa violenza causa non solo sulla donna, ma su tutta la famiglia. Tuttavia, la maggioranza delle legislazioni, non precisano che entrambi condividono casa. Per questo motivo la Real Academia della Lengua raccomanda l'uso del termine violenza domestica o per ragioni di sesso, "o in base al sesso", per includere quella violenza che non appartiene alla sfera domestica, che si esercita sopra o contro le donne [4].

 

Inoltre, in merito a questa conclusione, viene ricompreso qualsiasi tipo di violenza, che si esercita al fine della discriminazione per ragioni di sesso, che non è giuridicamente corretto. Da un lato ricomprende qualsiasi violenza esercitata per discriminazione, in cui il presupposto per l'applicazione dell’ambito penale della violenza contro le donne, corrisponde alla sussistenza del requisito secondo cui le donne siano mogli o simili, e che ci sia violenza, non violenza quale espressione di discriminazione (che è una tradizionale aggravante del diritto penale comparato degli Stati di Diritto). In tal modo, da un lato si sta delimitando l’ambito di applicazione considerando qualsiasi violenza domestica o violenza fondata sul sesso, che riguarda unicamente quella esercitata dall'uomo sulla donna, e dall’ altro è limitata la portata alla violenza perpetrata esclusivamente all'interno della casa o quella fondata su motivi discriminatori, quando le leggi sono solite ricomprendere la violenza coniugale anche quando non sussiste alcuna convivenza e quando non ricorrono gli estremi della discriminazione. Per fare riferimento a questo tipo di violenza domestica, sono stati utilizzati anche termini come violenza di genere (basata sul sesso), la violenza maschilista o hembrista violenza, di solito da gruppi femministi e associazioni. Tuttavia, tale accezione di violenza riguarda motivi di discriminazione in ragione del sesso, che non è necessaria perché possa considerarsi violenza in casa.

 

Violenza

Non sempre viene esercitata dalla persona fisicamente o economicamente più forte all'interno della famiglia, essendo caratterizzata spesso da motivi puramente psicologici (vedi la sindrome di Stoccolma) che impediscono alla vittima di difendersi. L’elemento comune a tutte le forme di violenza in famiglia, si caratterizza nel fatto che costituiscono un abuso di potere e di fiducia. Ma, data la complessità e la varietà del fenomeno, è molto difficile conoscere la sua dimensione globale.

Inoltre la dogmatica ritiene unanimemente che il termine si riferisce sia alla violenza fisica che psicologica, considerando ugualmente sia le lesioni fisiche che e psicologiche.